Giusto 3 considerazioni sui Creative Commons de La Stampa

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Oggi La Stampa ha fatto un annuncio alquanto importante su come ha intenzione di gestire le policy di riproduzione dei propri articoli:

Da oggi, come alcuni tra i lettori più attenti avranno notato, in calce agli articoli de «La Stampa» compare la dicitura «Alcuni diritti riservati» a fianco a una sigla in apparenza incomprensibile: CC By Nc Nd.

e ancora

Un modo per riconoscere che il mondo è cambiato, e che la condivisione è uno dei gesti più semplici e potenti della nostra quotidianità.

Ma cosa sono i Creative Commons? Come si legge dal sito, le licenze Creative Commons sono costituite da sei diverse articolazioni dei diritti d’autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere secondo il modello “alcuni diritti riservati”. La licenza scelta da La Stampa è per l’appunto la licenza BY NC ND, la più restrittiva (per così dire) delle sei.

Come diverse persone addette ai lavori hanno già fatto notare in giro, dal punto di vista della sostanza cambia poco perché con le leggi in vigore era già consentita la riproduzione a scopo di critica o discussione. C’è però giusto qualche considerazione da fare sulla scelta di Massimo Russo di cambiare la ormai vetusta dicitura “RIPRODUZIONE RISERVATA” con “alcuni diritti riservati”:

  1. Sensibilizzazione: il fatto che “CC By Nc Nd” per molti sia “una sigla in apparenza incomprensibile“, nel 2015, non è particolarmente incoraggiante e connota questa azione come un (giusto) tentativo di sensibilizzazione da parte de La Stampa; a tutti sarà capitato di imbattersi, infatti, in articoli di quotidiani che contengono citazioni di altre testate (o addirittura di blog) senza alcun link di riferimento, includendo virgolettati o opinioni senza la fonte originaria, impedendo agli utenti di visionarla; si tratta di un passo avanti che per molti potrebbe essere scontato, ma che in realtà lascia ben sperare per una maggiore consapevolezza professionale futura.
  2. Diffusione: si tratta anche di un’ottima azione dal punto di vista editoriale perché, scrivendo che “La condivisione è uno dei gesti più potenti della nostra quotidianità“, Massimo Russo invita i giornalisti a citare correttamente i contenuti de La Stampa, favorendo una maggior diffusione degli articoli all’interno della rete, in un contesto professionale in cui la “RIPRODUZIONE RISERVATA” impone formalmente delle barriere e genera confusione.
  3. Posizionamento: posto che la legge, come detto, già non vieta di riportare gli articoli per replicare o commentare, La Stampa è (probabilmente) la prima grossa testata in Italia a dichiarare di voler mettere in pratica la licenza Creative Commons e a incoraggiarne le modalità; il quotidiano non ha inventato nulla in effetti, ma del resto anche la radio è stata inventata da Tesla, ma tutti si ricordano di Marconi perché ha “semplicemente” avuto l’idea di diffonderla e svilupparla meglio.

Un’azione utile alla professione e efficace per la testata. Onore al merito.

P.S. A proposito di attribuzioni, la considerazione di Marconi e di Tesla è venuta in mente a Dario Caregnato qualche minuto fa, proprio mentre si dibatteva su questo tema.

Eugenio Maddalena
Eugenio Maddalena
Consulente e formatore di comunicazione e marketing digitale. Appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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